Danlenuàr – Pemio LiNUTILE del Teatro

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linutile_teatro_2012

di Patrick Grassi

Il lavoro. È questo il filo conduttore che guida la quarta edizione del Premio LiNUTILE che si svolge dal 10 novembre al 1° dicembre 2012, il sabato, presso il Teatro De Linutile, in Via Agordat 5 a Padova.

La manifestazione, ideata dal teatro de Linutile, è realizzata con il sostegno di Cassa di Risparmio del Veneto. Progetto Giovani partecipa alla giuria tecnica che, assieme ai voti del pubblico, decreterà il vincitore tra le quattro compagnie professionali selezionate a livello nazionale per partecipare alla fase finale del concorso.

La prima serata ha visto sul palco la compagnia La pentola nera, proveniente da Palermo, con lo spettacolo Danlenuàr

Una scena spoglia. Uno, poi due attori; un sapiente disegno delle luci. È quel che basta a Giacomo Guarneri e Maria Francesca Spagnolo per interpretare il dramma di un rapporto epistolare tra marito e moglie: lui, Antonio, emigrato siciliano nella miniera di carbone di Marcinelle, Belgio, lei, Genoveffa, donna rimasta al piccolo paese, attaccata alla propria terra e alla madre

La scena ha inizio il giorno in cui arriva la notizia della tragedia nella miniera: centinai di uomini sono rimasti intrappolati per sempre a centinai di metri nel sottosuolo. Genoveffa comincia così a ripercorrere la propria storia d’amore e di sofferenza attraverso quei sette anni di lettere scambiate con il marito. I due si erano sposati il giorno stesso della partenza del marito, l’autobus, dice, era lì che li aspettava all’uscita della chiesa, destinazione terre lontane. E la Terra, con la t maiuscola, diventa ben presto la protagonista del racconto. Genoveffa evoca la voce e la presenza del marito attraverso le sue parole, in un turbinio di ricordi e sentimenti che mischiano scene di paese quotidiane e racconti dettagliati della vita nel sottosuolo: un posto buio, claustrofobico, in cui si lavora con solo un paio di mutande addosso e dove, quando esci, sei talmente nero che i bambini hanno paura ad avvicinarsi.
Lo spettacolo crea un’atmosfera sempre più opprimente, i ricordi cominciano a confondersi, le parole si fanno più tetre, la scena buia. Le lettere di Antonio oramai parlano solo di quel lavoro là sotto, di quanto è disumano di quanto è pericoloso, in lui è sempre più forte la consapevolezza che non si lavora per vivere ma si vive per lavorare e a volte, per questo, capita di morire.

Si è scelto un nome provocatorio per riportare l’attenzione sulla scarsa considerazione di cui godono oggi le arti e la cultura in Italia, quasi celando un chiaro manifesto di impegno culturale e professionale. Oltre al consueto Premio Elefante di gomma realizzato dalla designer padovana Ummagumma (Fausta Zambelli), la compagnia vincitrice riceverà un premio in denaro di 1500 euro.

La manifestazione, che in questi anni ha visto alternarsi sul palco de Linutile compagnie provenienti da tutta Italia, si propone di diventare negli anni occasione di confronto e visibilità per quelle realtà teatrali professionali che non rientrano nei circuiti ufficiali dei teatri stabili e più affermati, pur presentando un livello di qualità elevato e pur portando in scena un teatro fruibile anche da un pubblico non necessariamente di esperti.

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