Estero_lavoro_percominciare

Le informazioni che seguono, si riferiscono principalmente ai Paesi UE.

Diritti dei lavoratori all’estero

In qualità di cittadini UE, si ha il diritto di soggiornare in un altro Paese dell’Unione. Per soggiorni di durata inferiore a tre mesi, è sufficiente possedere la carta d’identità o un passaporto in corso di validità.

Dopo tre o sei  mesi nel Paese ospitante può essere necessaria l’iscrizione presso le autorità competenti (in genere i Comuni o i commissariati di polizia).

Durante l’intero periodo di permanenza in un Paese della Comunità Europea si ha diritto allo stesso trattamento previsto per i cittadini nazionali, in particolare per quanto riguarda l’accesso all’occupazione, la retribuzione, le prestazioni volte ad agevolare l’accesso al lavoro, l’iscrizione presso istituti scolastici, ecc.

Gli Stati membri possono, in alcuni casi, riservare ai propri cittadini alcuni posti del settore pubblico.

Prima di recarsi in un altro Paese dell’UE per motivi di vacanza, lavoro o studio è bene procurarsi la Tessera Europea di Assicurazione Malattia. La TEAM, viene rilasciata a tutte le persone iscritte e a carico del Servizio Sanitario Nazionale facendone richiesta al proprio ente assicurativo. Ciò consente di ottenere qualsiasi cura medica eventualmente necessaria durante il soggiorno. La tessera garantisce il diritto all’assistenza sanitaria.

Maggiori informazioni sulle normative in materia di soggiorno dei Paesi dell’Unione Europea sul sito ec.europa.eu

Le qualifiche professionali

In Europa non esiste il principio di equipollenza dei titoli di studio. Per ovviare a tale mancanza è stata creata una rete di centri per il riconoscimento dei diplomi e delle qualifiche, i centri Enic Naric che forniscono informazioni sui procedimenti da seguire per esercitare una professione regolamentata, conferiscono degli attestati, per un periodo di studio o una formazione ottenuta all’estero e danno informazioni sul riconoscimento dei diplomi nazionali all’estero. In Italia, il centro Enic Naric è costituito dal Centro Informazioni Mobilita Equivalenze Accademiche e riconoscimenti dei titoli (CIMEA).

Per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli professionali bisogna ricordare che si dividono in due categorie:

  • professioni “non-regolamentate” dalla legge: sono quelle che si possono esercitare senza necessità di possedere uno specifico titolo di studio. Si tratta di professioni aperte indifferentemente sia ai possessori di titoli di studio italiani che esteri;
  • professioni “regolamentate” dalla legge:  sono quelle il cui esercizio è regolato dalla legislazione nazionale. La legge stabilisce sia il titolo di studio indispensabile che i successivi requisiti di addestramento alla pratica della professione e le norme di deontologia professionale.

Coloro che sono in possesso di un titolo professionale estero devono ottenerne il riconoscimento dalla competente autorità allo scopo di poter esercitare la professione corrispondente.

In ciascun Paese europeo esiste un Punto Nazionale di Riferimento per le Qualifiche Professionali che informa sulla legislazione in vigore e assiste in materia di riconoscimento delle qualifiche.

Alcuni link utili

Europass portfolio

In occasione del Consiglio Europeo di Lisbona del marzo 2000, le Istituzioni europee, insieme ai Paesi membri, hanno individuato degli strumenti in grado di promuovere, nello spazio europeo, la libera circolazione dei cittadini, dei loro titoli e curriculum, per fare dell’Europa “la società della conoscenza più dinamica e competitiva del mondo”.

Tra questi strumenti c’è Europass (Decisione n.2241/2004/CE), un insieme di documenti aggregati in un Dossier e pensati con l’obiettivo di rendere più trasparenti e leggibili i titoli, le qualifiche e le competenze acquisite nellambito di contesti di apprendimento formali, non formali e informali.

I documenti che al momento fanno parte del pacchetto Europass sono: