Francesco Del Conte | Quotidiana16

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del conte francesco

Francesco Del Conte nasce a Milano nel 1988. Ottiene una laurea triennale in stampa e grafica d’arte all’Accademia Albertina di Torino e successivamente si trasferisce a Bruxelles per approfondire la tecnica fotografica. In Belgio studia alla Sint Lukas Academie, dove consegue un master in fotografia. Attualmente vive e lavora a Torino ed è membro del’Ohne titel lab, studio di grafica, fotografia e produzioni audiovisive. Lavora e collabora con artisti, grafici e professionisti dell’immagine. Ha partecipato a innumerevoli mostre in Italia e in Belgio.

Fräsen

Proiezione di diapositive in bianco e nero, dimensioni variabili, 2015

Fräsen – tradotto dal tedesco “fresare” – è un progetto fotografico nato a Lipsia nel 2014. I soggetti sono piccoli strumenti meccanici che hanno il compito di incidere e modellare differenti materiali: metallo, plastica e legno. Il lavoro si concentra su oggetti di natura industriale apparentemente privi di valore estetico: essi vengono decontestualizzati dall’obbiettivo fotografico e spostati su un piano che va oltre quello funzionale. L’opera crea così un paradosso, celebrando la forma e la struttura di elementi la cui natura è proprio quella di plasmare altri materiali.

La serie ha come punti di riferimento estetici e concettuali diversi artisti tedeschi: l’opera del fotografo Karl Blossfeldt, alcuni esponenti della “Nuova Oggettività” e Bernd and Hilla Becher. La macchina fotografica offre le sue qualità analitiche per proporre immagini dal sapore tecnico-scientifico: gli attrezzi meccanici sono isolati singolarmente su uno sfondo neutro e rappresentati in bianco e nero. I proiettori per diapositive muniti di ottica grandangolare illuminano le pareti circostanti, creando delle visioni monumentali in cui le punte metalliche assumono un aspetto misterioso e quasi minaccioso.

Francesco Del Conte esplora la natura del medium fotografico nelle sue diverse forme, analizzando particolarmente il rapporto con la realtà circostante. La sua ricerca segue due approcci differenti: il primo, basato sulle proprietà oggettive dell’obiettivo fotografico, dà vita a immagini dal sapore scientifico che sembrano prive dell’intervento dell’artista. Il secondo è collegato al tema dell’illusione: la fotografia diventa il veicolo perfetto per astrarre porzioni di realtà, creando così immagini che affrontano i concetti di finta realtà e rappresentazione.

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