Il diario di Beatrice da Rotterdam

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movin'up

Il programma Movin’Up, nell’ambito del programma DE.MO. – sostegno al nuovo design per art shop e bookshop e alla mobilità internazionale dei giovani artisti italiani, presenta un progetto integrativo che vuole dare una visione più ampia dei lavori realizzati presso le realtà internazionali invitanti e permettere una maggiore conoscenza degli artisti selezionati.

Ciascun vincitore ha a disposizione una pagina dedicata nella quale implementare un proprio diario/blog che documenti l’attività e le esperienze realizzate all’estero, restituendo al contempo il senso della mobilità artistica.

Il progetto generale, ideato in collaborazione con l’agenzia torinese sixeleven, si completa con il coinvolgimento in partnership della Scuola Holden – Storytelling & Performing Arts di Torino che, per l’occasione, ha offerto ad alcuni neo-diplomati la possibilità di “seguire narrativamente” gli artisti selezionati con resoconti, interviste e diari digitali.

Gli artisti selezionati si interfacciano con il giovane scrittore di riferimento sia nei periodi immediatamente antecedenti e successivi alla partenza, durante i quali sono redatte alcune interviste relative al progetto, sia durante la permanenza all’estero.

Nella pagina principale del progetto Diario Web è possibile seguire tutti gli aggiornamenti relativi agli artisti in viaggio tramite il live dall’account Twitter ufficiale dell’operazione @movinuplive

E’ possibile inoltre commentare l’operazione twittando con l’hashtag #MovinUpLive o interagire con i singoli progetti utilizzando l’hashtag specifico presente nella pagina di ogni artista.

Beatrice Sarosiek

Anche Beatrice, legata all’archivio locale GAI e collaboratrice dell’area Creatività di Progetto Giovani, partecipa all’iniziativa durante la residenza a Rotterdam presso NAC Foundation (New Studios Charlois).

Per conoscere meglio Beatrice e il suo progetto e per seguirla via Twitter, visita il suo diario web.

Vorrei conoscere di più il modo in cui un quartiere può essere vissuto e capire quello che può diventare. Attraverso questa esplorazione, vorrei sapere anche di più della cultura e della mentalità olandese. Vorrei imparare nuovi modi di lavorare e di progettare, di relazionarsi con e in contesti diversi. Vorrei che nascessero delle opportunità creative di narrazione e auto-rappresentazione, di nutrimento dell’identità del quartiere. Vorrei che si attivassero nuove cose, cose in movimento, come relazioni e idee, tanto nel quartiere quanto nel mio percorso, vorrei attivare nuove reti fra Olanda e Italia.Beatrice
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