Io? Volontario SVE all’estero!

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Proponiamo, di seguito, i racconti di alcuni giovani che hanno vissuto un’esperienza di volontariato europeo all’estero e hanno scelto l’Ufficio Progetto Giovani come ente d’invio.

N.B. Le testimonianze sono state scritte in diversi periodi, prima, durante o a termine dell’esperienza e non sono state editate riportando esattamente come proposte dai volontari.
Matteo a Berlino presso l’Associazione Kita Wiesenwichtel | ottobre 2014

Image7Sono Matteo, ho 26 anni e attualmente sono da 6 mesi a Berlino.

Le motivazioni che, più di un anno fa, mi hanno portato alla candidatura per lo SVE sono molte e veramente diversificate. Nel mio caso, ha anche giocato un ruolo fondamentale la partecipazione all’Erasmus, fatto durante i miei studi universitari: tornato dalla Francia nel 2011 ero talmente soddisfatto ed entusiasta dell’esperienza che ero deciso e convinto a farne un’altra il prima possibile. E questo è stato il primo fattore: la volontà di farlo.

Il secondo fattore è stata una successione di eventi e nuove conoscenze: per non dimenticare il francese ho iniziato a partecipare ai tandem di gruppo organizzati settimanalmente dall’Ufficio Progetto Giovani. A questo tandem partecipava anche una ragazza francese, Emmanuelle, a Padova per un anno come volontaria all’Ufficio Progetto Giovani grazie a un programma di cui non avevo mai sentito parlare prima: lo SVE. E quindi, tra curiosità, caffè e spritz, Emmanuelle mi diede la sua testimonianza personale.

Decisi allora che sarebbe stato il mio progetto e, grazie al costante supporto dell’Ufficio Progetto Giovani, iniziai a mandare candidature alle varie organizzazioni europee, finché non venni scelto per passare un anno a Berlino.

Ed eccomi qua!

Appena arrivati, com’è facile immaginare, si vedono le differenze di mentalità e cultura rispetto al proprio Paese e una reazione naturale potrebbe essere quella di circondarsi solo di amicizie italiane, rimanere con le proprie abitudini, non provare nulla di troppo diverso.

Penso, però, che quello per cui sono qui sia esattamente l’opposto, ovvero conoscere e sperimentare nuove cose, cercare di integrarsi ed entrare nella cultura del paese ospitante (caffè a parte, veramente…) per vivere appieno quel che ci circonda.

Una cosa di non poco conto è ovviamente la lingua, fondamentale per l’integrazione; beh, si sa che il tedesco non è una delle più semplici da imparare ma dopo un po’ di impegno nei corsi di lingua, sforzandosi di parlarlo in tutti i contesti possibili e, anche, fregandosene un po’ se si sbaglia, posso dire di aver imparato molto e di poter ora comunicare, non perfettamente, ma ho ancora tempo per migliorare.

Ho ancora sei mesi da passare qui e a metà percorso mi sembra un buon momento per fare qualche resoconto: se dovessi tornare indietro sceglierei nuovamente di partecipare allo SVE? Penso proprio di sì… Penso anzi che, anche se è difficile partire, potrebbe essere ancor più difficile non ripartire.

Graziana a Bar-sur-Aube (Francia) presso l’associazione MJC / Centre Social di Bar-sur-Aube | ottobre 2013 – agosto 2014

Image8Ho svolto il mio volontariato a Bar-sur-Aube, piccola cittadina della Champagne-Ardenne, la regione da cui proviene gran parte dello champagne venduto in tutto il mondo in una struttura come tante ce ne sono in Francia, si chiamano “Maison de la Jeunesse et de la Culture” e si occupano di progetti educativi, culturali, di organizzare corsi di vario tipo (musica, arte, sport).

Uno dei motivi per cui ho amato quest’esperienza è che è stata perfettamente in linea col mio percorso di studi e professionale. Con una laurea specialistica in Organizzazione di progetti culturali in tasca e diverse esperienze in ambito culturale all’attivo, mi sono infatti a occupata di collaborare alla produzione di spettacoli, concerti, festival. Ma il motivo per cui quest’esperienza ha veramente segnato la mia vita è che ho scoperto un nuovo modo di fare cultura, di relazionarsi con le persone, di lavorare insieme.

Ah, dimenticavo di dire che questi 11 mesi sono stati condivisi con altri 4 volontari: Gabriela (slovacca), Viggo (svedese), Martin (tedesco) e Masa (slovena). Cinque nazionalità diverse che, tra qualche battibecco e serate insieme, hanno dato vita ad un progetto di cui vado fiera e di cui questa foto è una bella testimonianza.

Francesco a Goleniòv (Polonia) presso Teatr Brama | agosto 2013 – luglio 2014

Image9Sono finito a Goleniów, una cittadina polacca immersa nei boschi al confine nord ovest con la Germania, a lavorare con Teatr Brama.

In Polonia nei “teatri alternativi” si respira un’atmosfera per me tutta nuova, di fratellanza e generosità, che nei circoli teatrali italiani ho vissuto molto poco. Teatr Brama è uno dei progetti educativi di teatro più importanti della Polonia ed abbiamo relazioni con teatri da tutta Europa, che ho avuto occasione di conoscere viaggiano e facendo spettacoli con il gruppo.

Un’esperienza ricchissima. Ora, a distanza di qualche mese, i ricordi non si sono affievoliti. Mi viene in mente chi ha condiviso con me la quotidianità: Oleh, Daniel, Patryk, Jenny, Sylwek e tutti i nostri allievi che venivano ogni settimana. Dopo tutto quello che abbiamo passato assieme mi sembra ora di portare sempre con me un tesoro, una scatola magica che posso sempre aprire e da cui posso raccogliere risorse ed energie. Ultimo ma non ultimo: tutto questo l’ho vissuto parlando in polacco!

Davide a Swinford (Irlanda) presso l’associazione O’Dwyer Chesire Home | ottobre 2013- aprile 2014

Image10Solo pioggia?? No molto di più!!!

Simpatia, semplicità e un cielo favoloso! Queste sono le prime cose che mi vengo in mente ripensando ai bei mesi passati in Irlanda. Io sono Davide, un ragazzo di 26 anni che appena finita l’esperienza universitaria ha pensato di cogliere un’occasione al volo e trascorrere una bella esperienza all’estero come volontario europeo.

Essere accolto da nuovi amici tedeschi che vi fanno capire immediatamente come il primo gesto di ospitalità internazionale sia una bella birra in compagnia. Rigorosa prima vera pinta di guinnes irlandese della mia vita in pub irlandese, da provare.

Correre verso la costa dell’oceano pensando che sia la giornata giusta per fare kitesurf. Arrivare, accorgersi che c’è troppo vento anche solo per stare fermi in piedi. L’oceano non è Caorle. Conoscere dozzine e dozzine di altri volontari da tutto il mondo e capire che ogni stereotipo o pregiudizio porta solo diffidenza e chiusura mentale. Le persone sono molto più simpatiche e disponibili di ciò che possiamo pensare.

Aiutare disabili, che non sanno comunicare verbalmente, capirne lentamente le esigenze e esultare assieme guardando una partita di calcio gaelico allo stadio.

Essere felici di tornare a casa, essendo però ben consapevoli che non esiste solo il paese dove siamo nati ma c’è un mondo di cose e persone stupende da scoprire.

Ultimo consiglio, non ascoltate le persone che vi scoraggiano a fare un’esperienza simile ritenendola una perdita di tempo, ne tornerete più maturi, con nuove conoscenze linguistiche e culturali, e soprattutto tanto felici!!

Valentina a Frederisberg (Danimarca) presso l’associazione AFS Interkultur, settembre 2014

Image11Potrei riassumere la mia esperienza SVE in Danimarca come il percorso di un vagone sulle montagne russe di LegoLand (a Billund, in DK per l’appunto!): un saliscendi di entusiasmo e delusione, condivisione e solitudine, voglia di stare e voglia di tornare.

Un vagone che però giorno dopo giorno si popolava di esperienze, conoscenze, parole, imprevisti, tecniche di sopravvivenza ed emozioni nuove. Al mio ritorno ho visto allo specchio una me stessa più consapevole di sè e delle proprie capacità, con uno spirito più leggero di quello che aveva lasciato l’Italia pensando di non tornare più.

Il Servizio di Volontariato Europeo è stato un dono (più che mai lottato) all’autostima mia personale e a quella che mi lega all’Italia, ovvero al sistema culturale, educativo, sociale del mio paese. Dopo 8 mesi di servizio in terra scandinava posso dire di aver raccolto molti frutti (danesi), ma di aver al contempo seminato molta Valentina e molto di ciò che mi lega alle mie origini.

Un consiglio? Fatelo finchè siete giovani, un po’ incoscienti, elastici, con niente da perdere e tanto da prendere! Buona strada.

Per informazioni

Ufficio Progetto Giovani – area Spazio Europa
via Altinate, 71 – 35121 Padova
Tel: 049 8204722
Mail: evs@comune.padova.it

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