Silvia Camporesi – Humus TALK

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Dopo il successo di Atlas Italiae, una mappatura dei luoghi abbandonati, la fotografa Silvia Camporesi sta affrontando un nuovo viaggio italiano alla ricerca di luoghi speciali, meraviglie della natura, costruzioni bizzarre, musei insoliti: un patrimonio da svelare attraverso lo sguardo dell’autrice.

All’interno del programma Humus INVITA, Camporesi ha fotografato alcuni luoghi tra i quali l’Abbazia di Praglia e il Castello del Catajo nel territorio rurale padovano.

Mercoledì 31 maggio, dalle 18:30, nello Spazio 35 del Centro Culturale Altinate San Gaetano, si svolge l’incontro di presentazione dei lavori del progetto Mirabilia realizzati nel programma Humus INVITA.

Intervengono:

Silvia Camporesi

Silvia Camporesi è nata a Forlì nel 1973, è laureata in filosofia, vive e lavora a Forlì. Attraverso i linguaggi della fotografia e del video e facendo spesso ricorso all’autorappresentazione, costruisce racconti che traggono spunto dal mito, dalla letteratura, dalle religioni e dalla vita reale. La sua ricerca si muove su una sottile linea di confine fra immaginazione e realtà, fra veglia e sogno, in contesti in cui il soggetto è sempre in un rapporto di dialogo con l’elemento naturale e teso verso il tentativo di trascendere i limiti del corpo e della mente.

Dal 2000 ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 2007 ha vinto il premio Celeste per la fotografia; è stata fra i finalisti del Talent Prize nel 2009 e del Premio Terna nel 2010. Nell’autunno del 2011 ha partecipato a una residenza d’artista in Quebec, presso la Cambrì Blanche e ha realizzato per Photographica FineArt Gallery il progetto “La Terza Venezia”, con l’intento di operare su reale e irreale della città lagunare. Il risultato è una serie di immagini che esplora i luoghi attraverso il filtro dell’immaginazione, del sogno e delle leggende tramandate. Nel 2013, sempre per Photographica FineArt, ha realizzato un nuovo progetto “Journey to Armenia” in cui ha ripercorso le tracce del viaggio in Armenia compiuto dallo scrittore russo Osip Mandel’stam nel 1930. Nello stesso anno ha iniziato un nuovo progetto, “Atlas Italiae”, che l’ha portata in giro per l’Italia per oltre due anni, realizzando in questo modo un atlante di sguardi inediti che racchiude i molti significati di una riflessione artistica e antropologica ampia sull’identità dell’Italia in un momento storico di fallimenti e declini, ripensamenti di desideri e di cambiamento. Gli incredibili luoghi fantasma che si scoprono guardando le immagini del progetto, raccontano un’Italia che resiste e sopravvive a sé stessa malgrado l’apparente stasi del presente, dell’agire silenzioso e invisibile del tempo che si sostituisce all’uomo, modellando le cose con una bellezza diversa, impensabile nel tempo della realtà digitale.

Per informazioni

Ufficio Progetto Giovani
via Altinate, 71 -35121 Padova
Mail: pg.creativita@comune.padova.it

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