Vinci una coppia di biglietti con gli Amici della Musica di Padova

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L’Associazione Amici della Musica di Padova mette in palio per gli utenti di Progetto Giovani due coppie di biglietti per i prossimi concerti della stagione concertistica 2016/17. L’intento è quello di favorire l’avvicinamento dei giovani alla grande musica da camera, ai grandi autori e ai grandi interpreti.

Un programma ricco, affidato ad una scelta di prestigiosi interpreti e che offre occasioni di ascolto diversificate e preziose sia per chi già conosce la musica da camera sia per chi si avvicina ai concerti per la prima volta. Da un lato percorsi musicali di approfondimento, dall’altro accattivanti proposte di incontro con il grande repertorio e le pagine più note ed amate.

Come partecipare

Per partecipare alle estrazioni è sufficiente compilare il modulo di partecipazione allegato a ciascuna estrazione inserendo i dati richiesti.

Gli operatori di Progetto Giovani effettueranno un sorteggio tramite generatore numerico random, i vincitori saranno contattati via mail e i loro nomi saranno resi pubblici su questa pagina.

Gli indirizzi mail dei vincitori saranno comunicati all’Associazione.

Regole e Requisiti

  • Avere un’età compresa tra 15 e 35 anni;
  • Si può concorrere una sola volta per ciascuna estrazione pena l’esclusione;
  • Ciascun indirizzo mail può essere associato a un singolo utente per estrazione pena l’esclusione.
  • L’esito dell’estrazione non è in alcun modo sindacabile.

N.B. L’iscrizione è una dichiarazione d’impegno, registrati solo se sei sicuro di riuscire a partecipare.

Il programma di gennaio

9 gennaio - laReverdie, ensamble di musica medievale

Le vincitrici per questo concerto sono Giulia Dal Corso e Elena Vettore.

9 gennaio ore 20:15 | Auditorium C. Pollini

laReverdie

Il Milione ovvero il libro delle meraviglie – Viaggio musicale sulle tracce di Marco Polo

laReverdie
Claudia Caffagni, voce, liuto, salterio
Livia Caffagni, voce, viella, flauti
Elisabetta de Mircovich, voce, viella, ribeca, symphonia, campane
Matteo Zenatti, voce, voce narrante, arpa, percussioni

Rana Shieh, kamancheh, zanburak, voce
Elena Baldassarri, tabla, tarang, campane tibetane
David Riondino, voce narrante

Anonimo
Musiche del repertorio veneto e francese (XIII e XIV secolo)
Improvvisazioni della tradizione musicale persiana e indiana

laReverdie festeggia a Padova il suo trentesimo compleanno appena compiuto: era infatti il 1986 quando due coppie di giovanissime sorelle (Claudia e Livia Caffagni, Elisabetta e Ella de Mircovich) fondavano l’ensemble di musica medioevale laReverdie, un ensemble che si è affermato come un gruppo assolutamente unico.

Il programma, che vede la partecipazione della voce narrante di David Riondino e di Rana Shieh e Elena Baldassarri nel repertorio improvvisato, rievoca la figura di Marco Polo e del Milione. Dalla lettura di questa opera unica nel suo genere è nata l’idea di costruire una sorta di colonna sonora di alcune tappe di questo racconto di viaggio. E’ l’evocazione di un mondo meraviglioso ed esotico con una logica e uno stile profondamente legati al mondo medioevale occidentale, nel quale alla musica proveniente dall’ambiente veneto e francese coevo, si affiancano le improvvisazioni di un kamancheh persiano e i ritmi di tabla, che creano un contraltare sonoro che ci proietta in quel mondo remoto, che tanto profondamente impressionò Marco e Rustichello e che ancora oggi rapisce il pubblico.

17 gennaio - Ensemble Masques

Le vincitrici per questo concerto sono Letizia Banzato e Simona Iapichino.

17 gennaio ore 20:15 | Auditorium C. Pollini

Ensemble Masques

Tuomo Suni e Maite Larburu, violini
Mélisande Corriveau, viola da gamba e violoncello
Olivier Fortin, clavicembalo

Jean-Marie Leclair
Ouvertura op. 13 n. 3

Jacques Duphly
Suite en ré min da “Pièces de clavecin, Premier livre”

Jean-Joseph de Mondonville
Sonate à quatre pour 2 violons, violoncelle et continuo no. 2

Marin Marais
Sonnerie de Sainte-Geneviève du Mont de Paris “pour le violon, la viole et le clavecin”
Première Suite en ré min da “Pièces à une et à trois violes, Quatrième livre”

Jean-Philippe Rameau
Troisième Concert da “Pièces de clavecin en concerts”

Masques è un ensemble strumentale canadese specializzato nella musica barocca fondato dal clavicembalista Olivier Fortin. Il nome rimanda ai masque” dell’Inghilterra elisabettiana, a quegli spettacoli che mescolavano poesia, musica, danza e teatro. L’attività discografica di Masques per le etichette Zig-Zag, Alpha, ATMA, Analekta, Dorian (Schmelzer 2013, Weichlein e Rameau etc.) ha ottenuto numerosi riconoscimenti (Choc di Classica, Critics Choice di Gramophone, Diapason d’or, FFFF di Telerama). Olivier Fortin è stato premiato in numerosi concorsi di clavicembalo (Montreal Bach Competition, Bruges) ed è docente al Conservatorio di musica del Quebec. La sua recente incisione dei concerti di Bach ha ottenuto nel gennaio 2016 il Diapason d’or.

Il programma culmina nel terzo concerto delle “Pièces de clavecin en concert” del 1741 di Rameau ed è un viaggio nella musica francese fra Parigi e Versailles: la sintesi fra gli stili francese ed italiano in Leclair, Marais e la viola da gamba, la novità delle Sonate (1734) di de Mondonville con una scrittura del clavicembalo veramente concertante, Duphly, “il migliore dei cattivi compositori”, secondo una battuta di Gustav Leonhardt. Duphly non era considerato al pari di Couperin o di Rameau, anche se essi sono i suoi riferimenti nel primo Libro di Pièces de clavecin del 1744, ma fu comunque uno dei migliori clavicembalisti e maestri di Parigi fino agli anni 1770, quando sparì dalla vita musicale per morire nel 1789, l’anno della rivoluzione francese.

27 gennaio - Giornata della memoria

I vincitori per questo concerto sono Matteo Paganini e Elena Greggio.

27 gennaio ore 20:15 | Auditorium C. Pollini

Giornata della memoria

Schola San Rocco, coro
Aldo Orvieto, pianoforte
Marina D’Ambroso, pianoforte
Art Percussion Ensemble

Scuole di Arpa del Conservatorio C. Pollini di Padova

Francesco Erle, direttore

Johann Sebastian Bach
Quattro Corali per coro e continuo:
– Christ lag in Todesbanden BWV 4/8
– Es ist genug; so nimm, Herr, meinem Geist BWV 60
– Schwing dich auf zu deinem Gott BWV 40
– Sollt’ich meinem Gott nicht singen BWV 413

Ferruccio Busoni
Improvvisazione sul Corale di Bach “Wie wohl ist mir, o Freund der Seele” per due pianoforti

Johann Sebastian Bach
Komm, Jesu, komm! BWV 229 mottetto a doppio coro e continuo

Wolfango Dalla Vecchia
Angele Dei per coro a quattro
Salve Regina per soprano e coro femminile

Mario Castelnuovo-Tedesco
Ricercare sul nome di Luigi Dallapiccola per pianoforte

Luigi Dallapiccola
Canti di prigionia per voci miste e strumenti

Concerto dedicato a “La Giornata della Memoria” e realizzato in collaborazione con il Conservatorio Cesare Pollini di Padova. E’ proprio questo importante impegno congiunto, che consente la presentazione di un grande capolavoro della letteratura corale del ‘900, i Canti di prigionia di Luigi Dallapiccola. Una partitura difficile che prevede, oltre al coro misto, un organico strumentale assai ampio con 2 pianoforti, 2 arpe, 4 timpani e un gran numero di percussioni. Saranno appunto docenti ed allievi del nostro Conservatorio a realizzare questa esecuzione assieme alla Schola San Rocco di Vicenza con la direzione di Francesco Erle. Composti fra il 1938 e il 1941 i Canti di prigionia nacquero dall’indignazione morale e dalla protesta di Luigi Dallapiccola contro la campagna razziale antisemita decisa da Mussolini il 1°settembre 1938. Attorno a questa composizione è stato costruito un programma che ha sempre Dallapiccola come riferimento. Di qui la scelta di inserire il Ricercare sul nome di Luigi Dallapiccola dell’amico Mario Castelnuovo Tedesco, che fu costretto nel 1939, perchè ebreo, a fuggire in America. E ugualmente a Dallapiccola è legata la scelta di Busoni, una figura centrale che accompagnò sempre il lavoro di Dallapiccola (“da più di quarant’anni” scrisse nel 1941). Il brano di Busoni (1916) rimanda infine a Bach. I due brani sacri (del 1987 e 1981) di Wolfango Dalla Vecchia sono un omaggio all’indimenticato maestro, che fu docente di composizione e direttore del Conservatorio Pollini, un omaggio di cui è testimone in prima persona Francesco Erle, che ne fu allievo.

Il programma di febbraio

4 febbraio - Giulio Andreetta

Le vincitrici per questo concerto sono Erica TavazziValentina Famari.

4 febbraio ore 17:30 | Teatro alla Specola

Giulio Andreetta

in collaborazione con l’Istituto Musicale Malipiero CAMP – Centro Artistico Musicale Padovano.

Wolfgang Amadeus Mozart
Sonata K 331 “Alla Turca”

Giulio Andreetta
Preludio
Valzer

Ludwig van Beethoven
Sonata op. 57 “Appassionata”

Giulio Andreetta
Sonata n. 1

Aleksander Skrjabin
Studio op. 2 n. 1
Studio op. 8 n. 12

6 febbraio - Laura Marzadori e Olaf John Laneri

I vincitori per questo concerto sono Enrico PaccagnellaGiovanni Schifano.

6 febbraio ore 21:00 | Auditorium C. Pollini

Laura Marzadori e Olaf John Laneri

Integrale delle Sonate per violino e pianoforte di L. van Beethoven (2° concerto)

Laura Marzadori
violino
Olaf John Laneri
pianoforte
Ludwig van Beethoven
Sonata op. 12 n. 3
Sonata op. 23
Sonata op. 30 n. 2
Rocco De Cia
Perdendosi

Secondo concerto del ciclo triennale dedicato alle 10 sonate per violino e pianoforte di Ludwig van Beethoven, un ciclo affidato a tre delle migliori giovani violiniste italiane e che vede quest’anno, dopo il concerto di Francesca Dego e Francesca Leonardi della stagione scorsa, Laura Marzadori in duo con Olaf John Laneri. Laura Marzadori si è imposta giovanissima in numerosi concorsi e ha recentemente vinto, a soli 25 anni, il Concorso internazionale per violino di spalla dell’Orchestra del Teatro alla Scala di fronte ad una commissione presieduta da Daniel Barenboim. Fra le affermazioni più significative invece della carriera del pianista Olaf John Laneri il secondo premio (primo non assegnato) al prestigioso concorso Busoni del 1998 e il secondo premio al World Music Piano Master di Montecarlo nel 2001.

Tre le Sonate di Beethoven in programma l’op. 12 n. 3 del 1787/88, l’op. 23 del 1800 e la Sonata op. 30 n. 2 del 1802. Proprio all’ Adagio con molt’Espressione della Sonata op. 12 n. 3 si ispira il brano Perdendosi che Rocco De Cia ha scritto per questi concerti.

Rocco De Cia è un giovane formatosi alla scuola di Ivan Fedele a Roma e ha ottenuto riconoscimenti ed esecuzioni in festival importanti come La Biennale di Venezia, l’Accademia Chigiana. Fra i premi vinti da segnalare il primo premio al concorso “Premio Trio di Trieste – Gianpaolo Coral Award 2012”.

Il ciclo è prodotto dagli Amici della Musica di Padova assieme al Teatro Comunale di Monfalcone, agli Amici della Musica di Verona e di Mestre e al Circolo Culturale Bellunese.

14 febbraio - Duo Tal & Groethuysen

Le vincitrici per questo concerto sono Lara Fioravanti e Debora Quintabà.

14 febbraio ore 20:15 | Auditorium C. Pollini

Duo Tal & Groethuysen

Yaara Tal, pianoforte
Andreas Groethuysen, pianoforte

Camille Saint-Saëns
Variazioni su un tema di L. van Beethoven op. 35

Claude Debussy
La Mer (versione per due pianoforti di A. Caplet)

Alfredo Casella
Pagine di Guerra

Gino Tagliapietra
Ad heroum majorem gloriam

Claude Debussy
En blanc et noir

Torna a Padova, ed è un ritorno graditissimo dopo dieci anni, il duo Tal & Groethuysen, protagonista nel passato di molti concerti per la nostra Associazione e della memorabile integrale delle opere per pianoforte a 4 mani di Schubert (2004/2007). Il duo composto dalla israeliana Yaara Tal e dal tedesco Andreas Groethuysen è uno dei migliori duo pianistici della scena musicale mondiale e lo testimonia, oltre alla attività concertistica, la ricca discografia in esclusiva per Sony Classical, che ha ottenuto per ben nove volte il Premio della critica discografica tedesca.Il programma riprende in parte il tema della “Grande Guerra” a cui il duo ha dedicato il suo ultimo cd intitolato “1915” (con musiche di C. Debussy e R. Hahn). Tagliapietra fu uno dei migliori allievi di Ferruccio Busoni e scrisse Ad heroum majorem gloriam fra il 1914 e il 1918. Del 1915 sono invece Pagine di Guerra di Casella con riferimenti, indicati nei titoli, al Belgio, alla Francia, alla Russia e all’Alsazia. Debussy (che quando fu invaso il Belgio aveva dedicato al Re Alberto I la Berceuse hèroïque) scrisse i tre pezzi di En blanc et noir nel 1915: pezzi nei quali troviamo la dedica al luogotenente Jacques Charlot, citazioni di un corale di Lutero e della Marsigliese, che suonano come canto di guerra e come augurio e presagio della vittoria francese.
Nella prima parte le Variazioni su un tema di Beethoven op. 35 di Saint-Saëns del 1874 (il tema è quello del Trio del Minuetto della Sonata op. 31 n. 3) e la versione per due pianoforti di La Mer, la celebre composizione sinfonica del 1903/5 di Debussy. André Caplet (1878-1925) che la realizzò, fu un compositore (vinse il Prix de Rome nel 1901 davanti a M.Ravel) e direttore d’orchestra (all’Opera di Boston dal 1910 al 1914) assai vicino a Debussy, di cui orchestrò Children’s Corner, Clair de lune, La boîte à joujoux.

20 febbraio - Quartetto Auryn

Le vincitrici per questo concerto sono Laura Faggin e María de los Ángeles López Correa.

20 febbraio ore 20:15 | Auditorium C. Pollini

Quartetto Auryn

Brahms e dintorni: la musica da camera per archi

Matthias Lingenfelder, violino
Jens Oppermann, violino
Stewart Eaton, viola
Andreas Arndt, violoncello

Wolfgang Amadeus Mozart
Quartetto K 458 “La caccia”

Ernő Dohnányi
Serenata op. 10 per trio d’archi

Johannes Brahms
Quartetto n. 3 op. 67

In una recente intervista (Fonoforum, febbraio 2016) pubblicata in occasione del concerto che festeggiava al Konzerthaus di Vienna i 35 anni del Quartetto Auryn, Matthias Lingenfelder parlava di come, “alla fine” della loro carriera, si occupavano particolarmente di Mozart, con la registrazione dei sei quintetti (assieme alla violista Nobuko Imai) e dei sei quartetti dedicati ad Haydn. Appunto all’incontro Mozart-Brahms è dedicato il nuovo programma del ciclo “Brahms e dintorni”. È la volta del quartetto n. 3 del 1876. Un quartetto, quello di Brahms, che rimanda per il carattere, per la tonalità del primo movimento al Quartetto K 458 “La caccia” di Mozart, uno dei sei quartetti dedicati ad Haydn del 1785. Il titolo “La caccia” è legato all’evocazione di una fanfara di corni nel movimento iniziale in 6/8, misura che troviamo anche in quello di Brahms.
Al centro del programma la Serenata op. 10 del 1902 di Ernö von Dohnányi, una composizione che rimanda a Mozart e ad Haydn nel suo stretto rispetto delle forme classiche. Dohnányi è una figura centrale della vita musicale ungherese a cavallo fra Otto e Novecento, il ponte, sia come pianista che come compositore, fra la tradizione di Liszt e di Brahms e la musica di Bartók. Fu Brahms stesso ad incoraggiare il giovane compositore organizzando a Vienna una esecuzione del Quintetto op. 1 (1895) e a raccomandarlo all’editore Simrock.

Il programma di marzo

1 marzo - Rachel Podger e Kristian Bezuidenhout

I vincitori per questo concerto sono Beatrice Calgaro e Marco Ribatti.

1 marzo ore 20:15 | Auditorium C. Pollini

Rachel Podger e Kristian Bezuidenhout

Rachel Podger, violino
Kristian Bezuidenhout, fortepiano

W.A. Mozart
Sonata K 454

W.A. Mozart
Sonata K 306

W.A. Mozart
Sonata K 302

L. van Beethoven
Sonata op. 30 n. 2

Nelle ultime stagioni concertistiche il fortepianista Kristian Bezuidenhout è stato protagonista della bellissima integrale delle Sonate di W.A. Mozart e del memorabile concerto (come direttore e solista) dell’Orchestra del Settecento nel 2014. Una attenzione, la nostra, che corrisponde all’unanime, crescente riconoscimento internazionale riscosso da K. Bezuidenhout sia per la sua attività concertistica che discografica (Edison Award e Artista dell’anno nel 2013 per la rivista Gramophone). I suoi impegni 2016/17 lo vedono solista con l’Orchestra di Gardiner, con quella di Herreweghe, con Il Giardino Armonico e dirigerà, per la prima volta, la Passione secondo Matteo di Bach con il Dunedin Consort. Con lui torna a Padova anche la violinista Rachel Podger. Nel 2015 è stata la prima donna a ricevere il Bach Prize della Royal Academy of Music di Londra e numerosi sono i riconoscimenti più recenti (Diapason d’Or 2014, disco del mese per BBC Music e Gramophone per l’incisione de L’Estro Armonico (2015). Il programma comprende tre sonate di W.A. Mozart: la K 454 che scrisse per la violinista mantovana Regina Strinasacchi (1764-1839) nel 1784 e due (K 306 e K 302) delle 7 sonate “Palatine” (perchè edite con dedica alla principessa elettrice Maria Elisabetta del Palatinato) che Mozart scrisse nel 1778 fra Mannheim e Parigi. La sonata op. 30 n. 2 di Beethoven (che è in programma anche nel concerto di L. Marzadori e O.J. Laneri) è la seconda delle tre sonate op. 30 del 1802 e si caratterizza per la sua ampiezza formale (in 4 tempi) e la valenza drammatica.

13 marzo - A Nocte Temporis Ensemble

vincitori per questo concerto sono Enrico Sandrin e Arianna Andreotti.

13 marzo ore 20:15 | Auditorium C. Pollini

A Nocte Temporis Ensemble

Reinoud Van Mechelen, tenore
Anna Besson, flauto traverso
Ronan Kernoa, violoncello barocco
Benjamin Alard, clavicembalo

J.S. Bach
Erbarme dich

Erbarme dich… (Abbi pietà di me…) è per tutti gli appassionati della musica antica (e non solo!) la famosa aria per contralto della Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach: ma è anche un’aria piena di pena e sensualità per tenore e flauto della Cantata BWV 55. È una combinazione (voce e flauto) che troviamo in molte cantate scritte a Lipsia fra il 1724 e il 1726 e che Bach sviluppa con assoluta maestria in un dialogo, in cui il flauto sottolinea o sfida la splendida linea vocale. È quello che ha sedotto gli interpreti protagonisti del programma interamente dedicato a Bach, che comprende altresì brani strumentali per flauto e continuo, per flauto solo e per clavicembalo. Reinoud Van Mechelen è un tenore belga attivo sia da solo che con i migliori ensemble come Scherzi Musicali, L’Arpeggiata, La Capilla Flamenca, EUBO Orchestra, Ex Tempore, Les Arts Florissants. Anna Besson si è diplomata in flauto moderno e barocco al CNSM di Parigi e a Ginevra, finalista al Concorso Telemann di Magdeburg del 2015, collabora con ensemble come La Chambre Philarmonique, Le Concert d’Astrée, Ensemble Matheus, La Grande Écurie et la Chambre du Roi. Ronan Kernoa si è diplomato invece a Rouen e studia attualmente viola da gamba con Thomas Baeté e Wieland Kuijken. Collabora regolarmente come violoncellista/continuista con La Petite Bande, Il Gardellino, Il Fondamento, Anima Eterna, Les Agremens. Benjamin Alard, già ospite come solista delle nostre stagioni, è fra i migliori clavicembalisti della sua generazione e la sua carriera ha preso avvio nel 2004 dal Primo Premio e Premio del Pubblico ottenuto al Concorso Internazionale di Bruges (la giuria era presieduta da Gustav Leonhardt).

24 marzo - Trio di Parma

Le vincitrici per questo concerto sono Chiara Borgatti e Martina Bau.

24 marzo ore 20:15 | Auditorium C. Pollini

Trio di Parma

Alberto Miodini, pianoforte
Ivan Rabaglia, violino
Enrico Bronzi, violoncello

L. van Beethoven
Trio op. 70 n. 1 “Gli Spettri”

G. Cascioli
Secondo Trio
Premio Concorso Nazionale di Composizione “Francesco Agnello” (2015)

L. van Beethoven
Trio op. 1 n. 1

Il Trio di Parma si è costituito nel 1990 ed appartiene oggi all’elite delle formazioni cameristiche italiane: si rinnova così il fasto di una grande tradizione musicale, che ha nei nomi leggendari del Quartetto Italiano, del Quintetto Chigiano, del Trio Italiano d’archi, del Duo pianistico Gorini-Lorenzi, del Trio di Bolzano e del Trio di Trieste i protagonisti di quella rinascita della musica da camera che animò la cultura italiana nel dopoguerra. Proprio dalla lezione del Trio di Trieste a Fiesole e a Siena, prese avvio l’attività del Trio di Parma, una lezione che oggi a Duino e a Fiesole il Trio di Parma trasmette ai giovani musicisti. Il programma presenta due Trii di Ludwig van Beethoven: il primo dell’op. 1 (1793/95) che ricevette alla prima esecuzione parole lusinghiere da parte di Haydn ed il Trio op. 70 n.1. Scritto tredici anni dopo (1808) è noto con il titolo de “Gli spettri” per il riferimento nel largo ad un tema che troviamo negli schizzi coevi dedicati ad una scena di streghe per il Macbeth di J. von Collin. Per E.T.A. Hoffmann qui “Beethoven porta a fondo lo spirito romantico della musica”. Al centro del programma invece un’opera nuova, il Trio n. 2 con cui Gianluca Cascioli ha vinto nel 2015 la seconda edizione del concorso Francesco Agnello, promosso dal CIDIM per ricordare la figura di uno dei protagonisti della organizzazione musicale italiana scomparso nel 2010. Gianluca Cascioli è noto soprattutto come pianista, una attività alla quale affianca quella di direttore d’orchestra e di compositore (fra l’altro fu vincitore anche nel 2011, con il brano per orchestra da camera Trasfigurazione, della prima edizione del Concorso Francesco Agnello).

29 marzo - István Várdai e Dénes Várjon

Le vincitrici per questo concerto sono Linda Lisanti e Agnese Niccolò.

29 marzo ore 20:15 | Auditorium C. Pollini

István Várdai e Dénes Várjon

István Várdai, violoncello
Dénes Várjon, pianoforte

L. van Beethoven
7 Variazioni WoO 46 su “Bei Männern, welche Liebe fühlen” da “Il Flauto magico” di W. A. Mozart

Z. Kodály
Sonata op. 4

B. Bartók
Rapsodia n. 1

L. van Beethoven
Sonata op. 102 n. 1
Sonata op. 102 n. 2

Nel nostro ciclo dedicato all’ultimo Beethoven e a Bartók non potevano mancare le due sonate per violoncello e pianoforte op. 102, un dittico straordinario che apre negli anni 1815/1816, assieme alla sonata op. 101 per pianoforte, l’ultima, esaltante fase creativa beethoveniana. E non potevano mancare anche perchè esse ci danno modo di presentare Dénes Várjon in duo con il più giovane collega ungherese, il violoncellista István Várdai che, dopo il primo premio nel 2014 al Concorso ARD di Monaco di Baviera, si sta confermando come uno dei talenti più notevoli della sua generazione. Al violoncello Bartók in realtà ha dedicato solo la versione per violoncello e pianoforte della sua prima Rapsodia per violino e pianoforte del 1928, mentre troviamo nelle fonti relative alla sua attività concertistica diverse collaborazioni con violoncellisti come Jenö Kerpely, Emanuel Feuermann, Gregor Piatigorsky. Debussy e Kodály sono autori sempre presenti nei programmi concertistici di Bartók e l’inserimento della Sonata op. 4 del 1909/1910 di Kodály è del tutto coerente con il profilo del nostro ciclo. La sonata fu (con il Quartetto n. 1) uno dei primi successi internazionali per Kodály e Bartók ebbe modo di eseguirla spesso fra il 1910 e il 1935. Il 29 marzo 1935, per esempio, nel concerto celebrativo del 25° anniversario del Quartetto Waldbauer, la suonò con Jenő Kerpely nella riproposizione dei programmi eseguiti a Parigi nel 1910. In apertura un fuori programma con un Beethoven del tutto diverso: quello delle 7 Variazioni su un tema da “Il flauto magico” di Mozart del 1801.

Il programma di aprile

12 aprile - Un pianoforte per Padova

Le vincitrici per questo concerto sono Elena Greggio e Martina bau.

12 aprile | Auditorium C. Pollini

Un pianoforte per Padova

Jean-François Heisser, pianoforte

Isaac Albeniz
Iberia (libro 1°)

Federico Mompou
Musica callada (estratti)

Manuel de Falla
Fantasia Bætica

Maurice Ravel
Pavane pour une infante défunte
Sonatina

Isaac Albeniz
Iberia (libro 3°)

Dal 1875 per lo meno, l’anno di Carmen, l’opéra-comique di Georges Bizet, il rapporto con la musica spagnola è un tema intrigante, che affascina molti compositori francesi. Ed altrettanto grande è il richiamo che Parigi, e la prestigiosa tradizione del suo Conservatorio e delle sue istituzioni musicali, esercita sui musicisti spagnoli fra fine ottocento e novecento. Da un lato una Spagna anche semplicemente evocata o addirittura inventata dai musicisti francesi, dall’altro il contatto dei più significativi musicisti spagnoli (Albeniz, Granados, de Falla, Mompou ma anche, per altri versi, Casals) con Fauré, Debussy, Ravel, etc.

J.F. Heisser è l’interprete ideale di questa congiunzione culturale, erede della più pura tradizione francese (è stato allievo a Parigi di Vlado Perlemuter) ha dedicato la sua attenzione, oltre che a Ravel, Debussy, alla musica spagnola, con l’incisione integrale di Iberia di Albeniz, (il capolavoro di Albeniz è un ciclo di 4 quaderni del 1905-1909, a cui il regista Carlos Saura ha dedicato nel 2005 una realizzazione filmica). La Fantasia Bætica di de Falla è invece del 1919. Provincia Baetica è il nome latino della Andalusia, al cui canto popolare la composizione si ispira.
Mompou fu invece un appartato musicista catalano (di Barcellona) e la sua raccolta Musica callada (Musica della solitudine, 1959-1967) ci porta “questa voce segreta ed inimitabile che è la voce stessa del silenzio” (Jankélévitch parlò anche di “festa della presenza assente”). Il programma è completato da due celebri pagine di Maurice Ravel, la Pavane del 1899/1900 e la Sonatina del 1903/1905 inserite nel programma anche per l’intenzione, sia di Heisser che degli Amici della Musica di Padova, di ricordare Vlado Perlemuter, il grande interprete di Ravel, che fu protagonista di sei indimenticabili concerti a Padova tra dicembre 1984 e ottobre 1987.

Per informazioni

Amici della Musica di Padova
via San Massimo 37 – 35128 Padova
telefono 049 8756763 | fax 049 8070068
Mail: info@amicimusicapadova.org

Progetto Giovani Padova
via Altinate, 71 – Padova
Tel: 049 8204742
Mail: progettogiovani@comune.padova.it

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