MAR Mobile Art Residency

Sono concluse le selezioni per il bando MAR – Mobile Art Residency, a cui è stato possibile candidarsi dal 16 gennaio al 24 febbraio 2025. In totale, sono pervenute 48 candidature di artisti e artiste provenienti da tutta Italia.

I vincitori del bando sono Daniele Costa (Castelfranco Veneto, 1992) e Caterina Morigi (Ravenna, 1991): le loro proposte sono risultate innovative e originali nell’indagare il camminare urbano nella relazione tra arte contemporanea e geografia.

La commissione giudicatrice è stata composta dal team curatoriale e scientifico del progetto: Giada Peterle (Università degli Studi di Padova), Stefania Schiavon e Caterina Benvegnù (Ufficio Progetto Giovani).


Il progetto

A partire da marzo 2025, i due artisti selezionati hanno iniziato a esplorare gli spazi dell’area della stazione di Padova, oggetto del bando e del progetto.

Attraverso un approccio transdisciplinare, hanno avuto occasione di conoscere e dialogare con le curatrici e con il personale scientifico del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità (DiSSGeA), di visitare il Museo di Geografia dell’Università di Padova e di collaborare con gli artisti e le artiste già in residenza presso MAC Studi d’Artista.

Nel mese di gennaio 2026 vengono inaugurate nell’area della stazione le due opere site e context-specific, esito dell’indagine, ricerca e produzione di Daniele Costa e Caterina Morigi durante il periodo di residenza.

MAR è un’iniziativa del progetto WALC – Walking Landscapes of Urban Cultures, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Next Generation EU (PRIN PNRR 2022, codice progetto: P2022X5L8B, CUP: J53D2301655001), che coinvolge anche l’Università di Bologna e Milano Bicocca.


Le opere di MAR

I due lavori d’arte pubblica realizzati nell’ambito di MAR sono di natura permanente e context-specific, e indagano mobilità, gestualità, traiettorie e relazioni tra corpi e materia nella complessità dell’area stazione.

Il processo di ricerca e realizzazione di installazioni d’arte contemporanea per l’area Stazione previsto da MAR si inserisce nel più ampio progetto di rigenerazione urbana a base culturale MAC Studi d’artista: un programma di residenze d’artista a cura di Caterina Benvegnù e Stefania Schiavon che l’Ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova sta sviluppando dal 2018 in Piazza De Gasperi a Padova.

In questo contesto, a partire da MAC, è stato avviato un progetto di opere nello spazio pubblico. Dal 2022 sono già presenti l’installazione luminosa “Non Dormire” di Davide Sgambaro e l’installazione “Rebus” di Elena Mazzi, a cui si uniranno le opere di Daniele Costa e Caterina Morigi.

Daniele Costa - Ghosting

Il lavoro di Daniele Costa, installato in un totem APS in Piazzale Stazione, indaga i flussi di mobilità dell’area stazione, luogo dove il movimento è continuo e il transito incessante, e dove i corpi si incrociano, si scambiano e si dissolvono, lasciando tracce effimere della loro esistenza.

Costa coglie queste tracce tramite l’utilizzo della termocamera, che registra il calore dei corpi e ne restituisce l’intensità visiva: il video dà luogo a un inedito paesaggio urbano che mescola termicità e movimento e che sembra mutare costantemente, insieme al contesto cangiante che sta tentando di rappresentare. I punti di osservazione del lavoro si sovrappongono a quelli delle telecamere di sorveglianza, evocano gli sguardi di controllo sullo spazio pubblico, ridisegnando la mappatura di un quartiere vulnerabile e al contempo brulicante di vita.

Il rituale spontaneo del camminare dei pendolari che si spostano dalla stazione ad altri luoghi della città, così come lo stazionare di chi resta, è articolato e amplificato da una partitura drammaturgica di Laura Pante: una camminata performativa, ripresa dalla termocamera, che dà luogo a una coreografia espansa che riabita gli spazi dell’area stazione, convocando alla commistione tra corpi, materie, architetture. Il lavoro fonde la memoria dei corpi con quella dello spazio, generando un’energia che brucia febbrile, fino ad esaurirsi e spegnersi: una narrazione di presenze fantasmatiche in transito, colte nello spazio di soglia che si situa tra presenza e assenza, permanenza e dissolvenza.

Daniele Costa (1992) vive e lavora tra Castelfranco Veneto (TV) e Venezia. I suoi lavori sono stati presentati in diverse istituzioni italiane e internazionali. Utilizza il mezzo video come strumento di raccolta e osservazione del tempo, oltre che di comprensione del corpo umano: questo approccio gli consente di interrogare l’identità non come un concetto stabile, ma come una performatività costante, in continua evoluzione.

Caterina Morigi - Phantàsia

Attingendo dal patrimonio custodito nell’archivio del Museo di Geografia dell’Università di Padova, Caterina Morigi dà vita a un’installazione diffusa, composta da sette elementi in graniglia incastonati a terra in diversi punti dell’area stazione.

Il lavoro indaga l’iconografia delle “creature dell’ignoto”, legata alla pratica diffusa fin dall’antichità di popolare i territori sconosciuti di figure fantastiche. Mappe, cronache universali e cosmografie tra Medioevo ed età moderna riportano rappresentazioni dettagliate di esseri con sembianze mostruose, creature di terre e acque che abitavano oltre le soglie del mondo conosciuto. Morigi libera queste raffigurazioni dall’epoca cui appartengono per permettere loro di approdare nello spazio urbano di oggi, generando nella dislocazione spazio-temporale nuove connessioni e simbologie, suscitando interrogativi rispetto all’immaginario dell’altro e dell’altrove in un’area in cui l’alterità è una rete di relazioni in costante trasformazione.

Come in una caccia al tesoro, gli elementi installativi e le creature ritratte diventano apparizioni interferenti che riconfigurano le traiettorie di chi attraversa il quartiere: invitano a deviare e a modificare i movimenti del corpo nello spazio, rendendo il camminare strumento di esplorazione sensoriale ed emotiva, e di decostruzione degli immaginari percettivi.

Caterina Morigi (1991) vive e lavora a Bologna. Le sue opere sono esposte in diverse istituzioni italiane e internazionali. Nella sua ricerca porta l’attenzione alla materia e ai suoi mutamenti vitali, ponendola come territorio fisico e metaforico di unione e scambio con il contesto circostante. Raccoglie elementi dalla storia dell’arte e dal contesto architettonico, rielaborandoli attraverso antiche e nuove tecnologie, dimostrando come questi si trasformino e sopravvivano al tempo, rinnovandosi.


Per informazioni
Ufficio Progetto Giovani – area Creatività
via Altinate, 71 – 35121 Padova
Tel.: 049 8204795
Mail: pg.creativita@comune.padova.it