Servizio civile regionale – Il racconto di Antonia

Antonia – volontaria del progetto di Servizio Civile Regionale con il Comune di Padova – racconta i primi tre mesi della sua esperienza presso l’Ufficio Progetto Giovani.


Il racconto

Presentare la candidatura a un bando di servizio civile non è una decisione che si prende a cuor leggero: non è affatto immediata la scelta di impegnare mesi – sei nel mio caso, essendo un progetto regionale, per l’universale addirittura dodici – e conseguentemente anche mente e corpo in un unico progetto di volontariato.

Quando ho mandato la domanda per “Giovani volontari/e per il digitale/multimediale in Comune” – promosso dal Comune di Padova con l’obiettivo di favorire la promozione e organizzazione di attività educative e culturali, sostenere il diritto alla digitalizzazione e supportare le attività di comunicazione e produzione di contenuti multimediali – mancavano meno di due settimane alla conclusione del mio percorso di laurea magistrale. Il periodo pre e post lauream è caratterizzato dall’emozione di star finalmente concludendo un lungo percorso ma anche dall’incognita dell’ “e dopo?”: in quel momento caotico e frastornante, sei mesi di Servizio civile mi sembravano il miglior punto di partenza per entrare nel mondo del lavoro e capire se quello che avevo studiato fosse effettivamente ciò che volevo fare.

Con la tranquillità del “Massì, figuriamoci se mi prendono”, ho superato la titubanza e inviato la domanda dando ascolto alla parte di me che desiderava partecipare per non essere più solo cittadina di Padova, ma persona coinvolta nella costruzione del tessuto urbano e umano: il digitale e il multimediale – da qui l’interesse specifico nel progetto – sono oggi gli strumenti principe per costruire connessioni, favorire l’inclusione e avvicinare le persone ai servizi e alle opportunità; e io volevo essere agente di questo processo collettivo.

Il 1° ottobre ho iniziato a lavorare all’Area Comunicazione dell’Ufficio Progetto Giovani e in tre mesi mi sono scoperta più di quanto non abbia fatto nei due anni di laurea specialistica. Ho capito che lavorare mi piace (il che non è mai scontato): ho imparato tanto sul mio ambito e ho partecipato a svariati eventi della vita cittadina di Padova, guardandoli dall’interno e non più solo come fruitrice.

Sono certa che la positività dell’esperienza sia merito dell’ambiente in cui sono stata catapultata, sempre stimolante, aperto e coinvolgente: Progetto Giovani è un ufficio per i giovani ma è anche fatto soprattutto da giovani, che mi hanno aiutata a crescere e filtrare il mondo attraverso uno sguardo estraneo.

Ho anche imparato ad apprezzare le piccole cose della vita da ufficio, che prima ero certa non facesse proprio per me: la pausa caffè con gli altri volontari, le ore di formazione, le conversazioni in inglese con i volontari ESC, la mia scrivania, le chiacchiere a pranzo con i colleghi, la vista sul Centro Culturale Altinata/San Gaetano.

Scegliere di fare Servizio Civile – regionale o universale che sia – non è semplice: si tratta comunque di mesi di volontariato e dopo anni passati a studiare, solitamente, si ha voglia di entrare nel mondo del lavoro a gamba tesa, cercando le prime soddisfazioni sia a livello economico che di obiettivi. È anche normale sentirsi completamente persi e, in un momento in cui non si sa cosa si può o si vuole fare, forse è più utile cercare qualche risposta nella collettività che nell’individualità: perché, “massì, alla fine forse mi prendono”.

Qualche foto dei primi mesi


Per informazioni
Ufficio Progetto Giovani
Via Altinate, 71 – 35121 Padova
Tel: 049 8204742
Mail: progettogiovani@comune.padova.it