Elisa Pregnolato si racconta

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Elisa Pregnolato è volontaria di Servizio Civile Universale nell’area Creatività di Progetto Giovani. Dopo la laurea in Comunicazione Multimediale si è dedicata alla fotografia documentaria, pubblicando reportage e ha partecipato al progetto di co-lab MAC in Piazza Alcide De Gasperi per il quale ha condotto una ricerca fotografica e d’archivio sulla city padovana, ovvero l’attuale zona stazione, centro direzionale della città.

Ecco la sua testimonianza:

MAC era per me una casa, un angolo di mondo in cui lasciare disordine, in cui appendevo fotografie e fogli di giornale al muro cercando una sequenzialità a quel caos di frammenti storici e urbani che andavo raccogliendo per il mio progetto SCOMMESSE.

Abitare MAC è stata per me una scommessa, un po’ come restare a Padova quando ho deciso di partecipare al bando di Servizio Civile con Progetto Giovani, per l’area Creatività.

All’interno delle attività progettuali ordinarie e straordinarie dell’area, ho cercato un modo di dare continuità alla mia esperienza di MAC, tessendo relazioni con i nuovi artisti in residenza e trasformando le mie competenze nel campo della comunicazione e della fotografia in una pratica utile anche per la comunicabilità dei loro lavori al pubblico esterno.

In continuo dialogo sia con gli artisti che con lo staff dell’area Creatività, stiamo lavorando alla creazione di contenuti visivi, multimediali e comunicativi che rispecchino l’animo del co-lab e che presentino al meglio le opere e i prodotti dei ragazzi in residenza a MAC.

Il Servizio Civile mi ha lasciato spazio per dare continuità alle mie passioni e per valorizzare le mie competenze, per scambiare e condividere idee e ideali, facendomi reinventare in un ruolo nuovo che dentro a MAC chiamiamo, ridendo, “la psicologa per gli artisti”.

La relazione che si è instaurata tra noi è divertente, mi ritrovo in questa via di mezzo tra la persona che ascolta, quella che li rincorre con la macchina fotografica e quella che porta le castagne raccolte dal bosco. Credo che lo spazio ibrido di MAC e il dialogo positivo che si è instaurato nel gruppo di lavoro siano un’opportunità preziosa di sperimentazione e crescita, sia umana che professionale.

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