Teatro Verdi – Vinci i biglietti per “Il Tartufo”

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tartufoMercoledì 18 e giovedì 19 marzo 2015, alle 20:45

Teatro Verdi di Padova

Teatro Stabile di Genova

IL TARTUFO

autore: Molière
versione italiana: Valerio Magrelli
scena e costumi di: Catherine Rankl
musiche di: Andrea Nicolini
luci di: Sandro Sussi 
regia di: Marco Sciaccaluga
con: Eros Pagni, Tullio Solenghi, Marco Avogadro, Massimo Cagnina, Alberto Giusta, Barbara Moselli, Pier Luigi Pasino, Mariangeles Torres, Antonio Zavatteri, Gennaro Apicella, Elisabetta Mazzullo

Scegli la recita e compila il modulo online entro martedì 17 marzo alle 11:00 oppure torna al regolamento.

I vincitori  sono:  Susanna Del Favero; Marija Bradas.

Eros Pagni nel ruolo di Orgon e Tullio Solenghi in quello di Tartufo sono i protagonisti dello spettacolo messo in scena da Marco Sciaccaluga, con il quale il Teatro Stabile di Genova diretto da Carlo Repetti porta in tournée nella stagione 2014-2015 Il Tartufo di Molière, nella versione italiana appositamente commissionata a Valerio Magrelli.
Al fianco di Pagni e Solenghi ci sono molti altri attori della Compagnia dello Stabile: Marco Avogadro (un ufficiale di polizia), Massimo Cagnina (Madame Pernelle, madre di Orgon), Alberto Giusta (M. Loyal), Barbara Moselli (Dorine, dama di compagnia di Mariane), Pier Luigi Pasino (Valère, innamorato di Mariane), Mariangeles Torres (Elmire, moglie di Orgon), Antonio Zavatteri (Cléante, cognato di Orgon), Gennaro Apicella (Damis, figlio di Orgon) ed Elisabetta Mazzullo (Mariane, figlia di Orgon). Le scene e i costumi sono di Catherine Rankl, le musiche di Andrea Nicolini e le luci di Sandro Sussi.

Storia del falso devoto raccattato sui gradini di una chiesa da un ricco borghese e da questo portato a insediarsi da padrone nella sua famiglia, “Il Tartufo” è una commedia dalla comicità travolgente che – come ricordava già Voltaire – fu giudicata a suo tempo opera scandalosa per essere poi ben presto interpretata come una lezione di morale.

Quando, solo nel terzo atto, Tartufo entra in scena, lo spettatore sa ormai quasi tutto di lui, avendo assistito a come la sua presenza stia dividendo la famiglia di Orgon. Da una parte, ci sono il padrone di casa e sua madre Madame Pernelle; dall’altra tutti i personaggi, e con loro anche il pubblico, che vedono con la massima chiarezza l’ipocrisia del nuovo venuto. I temi centrali della commedia diventano, pertanto, quelli riguardanti le conseguenze nefaste cui l’”innamoramento” di Orgon per Tartufo sta conducendo la sua famiglia e le vie attraverso le quali l’ipocrisia del nuovo venuto può essere smascherata. E nel divenire di scene caratterizzate da una travolgente comicità, Molière costruisce con implacabile determinazione un “giallo” della coscienza, punteggiato da “delitti” contro la logica e la dignità, destinato a risolversi in un sorprendente “happy end”.

Rappresentata per la prima volta nel 1664 con il titolo “Le Tartuffe ou l’imposteur” (tre atti destinati poi a diventare cinque), la commedia di Molière fu subito oggetto di una violenta campagna censoria da parte della congregazione dei “devoti”, sostenuti dalla regina madre; tanto che lo stesso re Luigi XIV fu costretto a intervenire per proibirne la rappresentazione. Tra suppliche dell’autore indirizzate al sovrano e rinnovati attacchi da parte dei benpensanti che erano molto forti a Corte, la “querelle” si protrasse per alcuni anni, sino a che, anche perché i tempi ormai erano cambiati, nel 1669 il re concesse definitivamente l’autorizzazione a rappresentare la commedia, la quale fu pubblicata da Molière con una graffiante prefazione che difendeva “Il Tartufo” dall’accusa di offesa della religione e sottolineava come, mentre sino ad allora «i marchesi, le preziose, i mariti cornuti e i medici» avessero sopportato senza strepito che li si rappresentasse, «gli ipocriti non hanno proprio voluto saperne del ridicolo e se ne sono subito irritati, trovando insopportabile che io avessi avuto l’ardire di prendere in giro i loro difetti».

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