BlogCultura1 Dicembre 2025-Commenti disabilitati su FéMO – Il racconto
L’ottava edizione di FéMO – Festival dell’Espressione Multimediale, promossa e organizzata da Progetto Giovani e svoltasi dal 12 al 15 novembre, si è conclusa lasciando dietro di sé una significativa scia di riflessioni e suggestioni.
Anche quest’anno il festival ha rappresentato un momento di confronto e approfondimento sui linguaggi contemporanei della creatività e del digitale, offrendo uno spazio in cui maker, digital fabricator, performer, coder, videomaker e pubblico hanno potuto dialogare attorno ai temi dell’innovazione tecnologica, della sperimentazione multimediale e del ruolo dei giovani nei processi di produzione digitale.
Ad essere protagonisti dei quattro giorni di eventi sono stati senz’altro i giovani: infatti, lo spirito di FéMO è da sempre quello di promuovere i talenti e le specificità espressive e culturali delle nuove generazioni digitali, sviluppando le competenze e le capacità comunicative di queste ultime.
Il racconto
Raccontare FéMO non è un’impresa semplice: da una parte per l’elevata densità di eventi organizzati che, seppur coerenti tra di loro, sono portatori di una propria marcata specificità espressiva; dall’altra perché l’ottava edizione del Festival dell’Espressione Multimediale non è stata contraddistinta da una logica di dialogo frontale tra relatori e partecipanti, bensì esperienziale in quanto il “pubblico” ha agito in prima persona in ogni lab, expo, evento ed educational.
Nel primo incontro i partecipanti sono stati guidati alla comprensione del funzionamento di dispositivi elettronici per capire come ripararli; il secondo intervento ha offerto una ricognizione generale della storia della grafica, ripercorrendone a grandi linee gli sviluppi e soffermandosi in particolare sull’impatto dell’AI nella contemporaneità. I due momenti sono stati accomunati dal fatto che, in entrambi, è risuonato chiaramente come il tecnologico e il multimediale, e a seguire anche l’Intelligenza Artificiale, siano strumenti portatori di grandi potenzialità ma solo se posti al servizio della creatività e dell’intelletto umano: sono supporti, mezzi e non fini.
Giovedì 13 novembre
La mattina del secondo giorno di festival le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado hanno incontratotre “artigiani digitali” che sono stati in grado di coniugare i propri interessi con le nuove richieste del mercato: il digital marketing specialist Elia Ferraccioli, la graphic e product designer Anna Prendin e il dronista Paolo Allodoli.
Con racconti diretti e coinvolgenti, i relatori hanno condiviso con i ragazzi le proprie traiettorie personali, mostrando come il mondo digitale rappresenti oggi un terreno fertile ricco di possibilità: uno spazio in cui crescere, esprimersi e sperimentare. Non sempre serve un percorso lineare — spesso è più preziosa la curiosità, il coraggio di mettersi in gioco, di provare, sbagliare e ricominciare, senza smarrire ciò che davvero appassiona.
La sera del 13 novembre si è svolta la quinta edizione di “Cortocorrente – Storie brevi dal presente”, la rassegna che presenta i cortometraggi realizzati grazie a Punto Video, servizio di PG Lab che favorisce ai giovani l’accesso ad attrezzature professionali, tramite il prestito gratuito. I sedici prodotti audiovisivi, molto diversi per genere, linguaggio ed estetica, sono stati una vivace e variegata restituzione che ha evidenziato come il sostegno all’espressione multimediale dei giovani sia un obiettivo costante di Progetto Giovani durante tutto l’anno e non solo nei giorni di FéMO.
La serata di “Cortocorrente – Storie brevi dal presente” è stata un momento fondamentale anche per tutte le persone coinvolte nella realizzazione dei corti (registi, videomaker, attori, membri della troupe): un’occasione per vedere finalmente finito e condiviso il proprio lavoro, e per dar vita a uno spazio di confronto, scambio e dialogo autentico.
Partecipare a Cortocorrente è stata un’opportunità splendida: una serata avvincente, con sedici corti uno diverso dall’altro, tutti realizzati da ragazze e ragazzi davvero in gamba. Ho visto i lavori degli altri registi e il livello era decisamente alto, soprattutto pensando che per molti di noi si trattava di veri e propri esperimenti. Ho avuto modo di conoscere tante persone nuove e, soprattutto, ho potuto restituire al Comune e a Punto Video un po’ della fiducia che ci hanno dimostrato mettendoci a disposizione i materiali.
Iago Riet, regista di uno dei corti selezionati
Venerdì 14 novembre
Il terzo giorno di festival si è aperto mettendo nuovamente l’AI al centro di un incontro: durante il laboratorio “From Prompt to Print – dall’AI alla creazione di un libro” a cura di Nicole Mastrodicasa i partecipanti hanno creato brevi narrazioni generate di prompt di testo, attraverso strumenti di storytelling basati sull’intelligenza artificiale. Durante il workshop cui il digitale è stato messo al servizio dell’artigianato, evidenziando la continuità che sussiste tra creatività umana e strumento multimediale.
In un momento conviviale che ha alternato talk, gioco e Meet&Greet, le due influencer hanno affrontato tematiche che toccano le ragazze e i ragazzi che vivono il mondo digitale: la rappresentazione dell’io sui social, l’utilizzo dei meme per ironizzare su sé stessi, l’effetto che i social hanno nel quotidiano e la necessità di creare spazi virtuali di condivisione.
Per tutto l’incontro il pubblico non è stato mai semplice ascoltatore ma protagonista: sia nella prima (e con ogni probabilità anche ultima) edizione della “FéMO 2025 Silly World Cup” – un torneo con i personaggi iconici appartenenti agli universi narrativi di Crudelia Memon e Vabe ragaA -, sia nel lungo dibattito che ha chiuso l’incontro, denso di scambi di pensieri, opinioni e pareri. Senza dubbio, uno dei momenti più intensi del festival.
Gli iscritti hanno avuto la possibilità – più che in ogni altra giornata – di mettere in pratica le proprie competenze multimediali sperimentando come queste siano uno strumento di grande impatto nella nostra quotidianità e sempre implementabile.
Dal 12 al 15 novembre
Uno dei meriti più evidenti di questa edizione di FéMO è stato quello di contaminare il versante pratico dei maker con una dimensione più spiccatamente artistico-autoriale. Un intreccio già riconoscibile nella rassegna “Cortocorrente” e reso ancora più evidente dalle due installazioni di Andreaelisa Sausa, esposte per l’intera durata del festival.
Artista padovana, Andreaelisa ha presentato a FéMO “Spigoli vivi” e “Una videocamera per vecchi”.
La prima opera è una fotografia analogica digitalizzata e riproposta in grande formato, dove il digitale diventa materia stessa dell’immagine; una logica che ritorna anche nel secondo lavoro, un montaggio video attraversato da racconti familiari e realizzato da cineasti over sessanta.
In entrambe le installazioni, il digitale si trasforma in un autentico linguaggio espressivo, fondendosi con naturalezza nella narrazione visiva e sonora e rendendo i lavori pienamente in sintonia con lo spirito di FéMO.
Per informazioni Ufficio Progetto Giovani – PG Lab piazza Caduti della Resistenza, 3 – Padova Tel.: 049 8204723 Mail: pglab@comune.padova.it
Il Comitato Economico e Sociale Europeo offre alle laureate e ai laureati la possibilità di svolgere un tirocinio di cinque mesi presso la propria sede di Bruxelles.
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