Nel nome di Dante

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Il Comune di Padova partecipa alle iniziative per il settecentenario dantesco, offrendo alle scuole secondarie di secondo grado della città alcuni interventi di approfondimento.

Al momento sono previsti tre appuntamenti: uno più divulgativo, con l’obiettivo di interessare alla lettura di Dante anche gli studenti che non l’hanno ancora intrapresa, un contributo più specialistico, ma ugualmente accessibile senza particolari preconoscenze, e infine un incontro dedicato al rapporto tra Dante e le arti figurative. Ulteriori appuntamenti potrebbero aggiungersi nelle prossime settimane.

Tutti i docenti interessati possono aderire compilando il modulo di registrazione. Verrà data la precedenza a chi ha già espresso il proprio interesse all’inizio dell’anno scolastico, al momento dell’invio della proposta didattica integrativa.

Modulo di registrazione

Il calendario degli appuntamenti

Gli appuntamenti si svolgono online, sulla piattaforma Zoom dell’ufficio Progetto Giovani. In seguito all’iscrizione, i docenti saranno contattati per la conferma della prenotazione e l’invio del link di accesso.

Giovedì 25 marzoMartedì 30 marzoMartedì 13 aprile

Giovedì 25 marzo | 10:00-11:30

Danteide

a cura di Piero Trellini

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Danteide

Sono le dieci del mattino del 27 maggio 1865. A Ravenna due manovali trovano per caso una cassetta di legno. Stanno per gettarla tra le macerie quando qualcuno nota sul coperchio una scritta: Dantis Ossa. La scoperta muove una città intera, e un vortice di persone – assessori, periti, notai, medici e scienziati – inizia a ruotare attorno a una sola ossessione: la testa di Dante. Tutti vogliono sapere perché quel cranio si trovi lì, quale sia la sua storia e soprattutto il peso del suo cervello. Per conoscerne la grandezza in realtà bastava vedere cosa avesse prodotto: la Commedia, il più bel libro mai scritto dagli uomini.

Dante lo aveva creato attingendo da ciò che aveva vissuto, rubando saperi, storie e segreti, e lo aveva popolato di figure per lui familiari, quelle che avevano respirato la sua stessa aria: Paolo e Francesca, il conte Ugolino, Farinata, Cavalcanti, Guido da Montefeltro, Ezzelino e gli altri. Erano tutti legati. Eppure un mondo così piccolo era diventato una storia universale. Come Dante ci sia riuscito rimane un mistero. Per provare a svelarlo e a sfiorare un brandello di verità resta forse una sola possibilità: evitare di guardare lui per guardare ciò che guardò lui. Prendere quindi gli uomini che attraversarono la sua iride per distribuirli in una storia. E tentare così di vivere, con i suoi occhi, le vite degli altri.

Piero Trellini

Piero Trellini è nato a Roma nel 1970. Ha lavorato per la Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Il Manifesto, Liberazione, Sky e altri. Si è imbattuto negli orsi polari, in Muhammad Ali e in un paio di attentati. Ha pubblicato “La partita” (Mondadori) e “Danteide” (Bompiani). Scrive storie su “Il Post“.

Ha realizzato una guida alla lettura di “Danteide” pensata proprio per le scuole.

Scarica la guida alla lettura

Appuntamento realizzato in collaborazione con Bompiani per le scuole.

Martedì 30 marzo | 10:00-11:30

Dante dentro e fuori la Commedia

a cura di Laura Banella

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Dante dentro e fuori la Commedia

Con traduzioni in più di 80 lingue, e con una diffusione seconda soltanto alla Bibbia, Dante è certamente uno dei maggiori autori della così detta World Literature, un classico dalla circolazione planetaria.

La ricezione di Dante e la costituzione della sua figura di Autore, intesa come fusione di auctor e auctoritas, ossia dell’Autore in quanto creatore e in quanto autorità, è stata proficuamente studiata dal punto di vista della Commedia, in sé e per sé, ma anche per quanto ne riguarda la tradizione figurativa, la grande tradizione dei commenti, la ricca e multiforme storia editoriale e le traduzioni. Ma per comprendere la costruzione e la canonizzazione di una così importante figura di intellettuale nel corso dei secoli, in un’evoluzione che ha le sue radici nel modo in cui Dante per primo ha dipinto sé stesso come massima autorità della scrittura volgare, le cosiddette “opere minori” svolgono un ruolo di non secondaria importanza.

Infatti, la figura di Dante si è costituita in ciò che è oggi, ossia il padre della lingua italiana e più in generale della modernità letteraria, in un processo di lunga durata a cui egli stesso ha dato inizio, e in cui in particolare la sua produzione lirica–intesa estensivamente come il corpus delle “Rime” e “La Vita nuova“, affiancati dal “Convivio” e dal “De vulgari eloquentia” in quanto momento di fondamentale elaborazione teorica— gioca un ruolo di primo piano nella trasformazione di Dante Alighieri in DANTE, pur con alti e bassi, l’Autore italiano per eccellenza dal Trecento fino ad oggi.

Laura Banella

Laura Banella (Dottore di Ricerca in Letteratura italiana, Università di Padova 2014; PhD in Romance Studies, Duke University 2018) è attualmente Marie Sklodowska-Curie Fellow all’Università di Oxford. Si è formata all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore. All’Università di Padova ha diretto il progetto MaTeLDa – “Materiality and Textuality: Editing and Rewriting the Lyric Dante in History’“(2018-2020). Si occupa principalmente di letteratura italiana medievale, e i suoi studi si sono concentrati sulla tradizione delle opere di Dante e Boccaccio. Ha pubblicato le monografie “La ‘Vita nuova’ del Boccaccio. Fortuna e tradizione” (Roma-Padova, Editrice Antenore, 2017) e “Rime e libri delle rime di Dante tra Medioevo e primo Rinascimento” (Roma, Edizioni di storia e letteratura, 2020).

Martedì 13 aprile | 10:00-11:30

Dante e le fonti figurative

a cura di Laura Pasquini

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Dante e le fonti figurative

Il percorso proposto riguarda il rapporto fra Dante e le arti figurative. Non tuttavia come la Commedia è stata nel tempo illustrata, bensì quali potrebbero essere le rappresentazioni figurative che semmai favorirono certe immagini poetiche del testo dantesco. Insomma, ciò che Dante ha visto, le opere d’arte che carpirono la sua attenzione, dalle quali, come dai testi letterari, poté trarre ispirazione.

L’Alighieri visse in un contesto culturale in cui molto del messaggio politico e religioso era affidato al mondo delle immagini: esse non erano intese semplicemente come una Biblia pauperum, una Bibbia dei poveri, ovvero come un ricco compendio di racconti illustrati, indirizzati a coloro che non avevano modo di leggere le Sacre Scritture. Le immagini venivano invece percepite come enti attivatori della memoria, come imagines agentes, immagini attive e piene di senso, capaci di innescare la meditazione e la preghiera.

Come ci dice lo stesso Dante le opere d’arte possono “pigliare occhi per aver la mente” (Pd. XXVII, 92). Consapevoli di questa rilevanza dell’universo figurativo per l’uomo del Medioevo, l’intervento segue un percorso fra le immagini eventualmente viste dal poeta con una speciale attenzione all’eventuale rapporto con gli affreschi di Giotto agli Scrovegni.

Laura Pasquini

Laura Pasquini, storica dell’arte medievale ha affrontato in varie pubblicazioni temi attinenti all’archeologia cristiana, fra Ravenna e Costantinopoli. Si è quindi orientata verso tematiche di iconografia medievale, in prospettiva iconologica, con particolare riguardo ai pavimenti musivi dei secoli XI-XIII, intesi come veicoli di rilevanti motivi simbolici. Gli interessi di ricerca vanno dall’approfondimento di specifiche tematiche iconologiche dalla Tarda Antichità all’Età moderna con particolare attenzione all’iconografia dantesca, alla rappresentazione figurata della città di Bologna e alle immagini del diavolo e dell’inferno nel Medioevo. Autrice di numerose pubblicazioni, ha curato e tuttora segue l’allestimento di mostre tematiche.

L’iniziativa è rivolta esclusivamente alle scuole secondarie di secondo grado del Comune di Padova.

Altre iniziative e risorse utili

Comune di Padova - Dante on air

Il Comune di Padova aderisce all’iniziativa trasmettendo dai luoghi istituzionali della città, in radio e nei supermercati alcuni estratti audio della Divina Commedia letta da Vittorio Sermonti, scrittore, regista e dantista italiano.

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Salone del Libro di Torino

Anche il Salone del Libro di Torino partecipa al “Dantedì“, la giornata dedicata al settecentenario dell’inizio del viaggio ultraterreno di Dante nell’aldilà.

Mercoledì 25 marzo alle 11:30, il Salone organizza una diretta dal suo canale Instagram, aperta alle scuole secondarie di secondo grado e a tutto il pubblico del Salone. Una maratona di lettura realizzata da studenti di tutta Italia, in collaborazione con le scuole dell’Atlante Digitale del Novecento (per Padova, confermata la partecipazione del liceo Curiel), per sentire dalla voce dei ragazzi le terzine della Commedia.

Per partecipare alla diretta, è sufficiente collegarsi alla pagina Instagram del Salone mercoledì 25 marzo, dalle 11:30 alle 12:45.

Quattro modi per rovinare Dante e un modo per salvarlo

Quattro modi per rovinare Dante e un modo per salvarlo” è un articolo di Justin Steinberg, direttore di “Dante Studies”, il giornale della Dante Society of America e docente di letteratura italiana all’Università di Chicago.

Per informazioni
Ufficio Progetto Giovani
via Altinate, 71 – 35121 Padova
E-mail: progettogiovani.scuola@comune.padova.it

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