Il calendario civile – Date e vicende della storia

A cura di
Centro di Ateneo per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea (CASREC)

Destinatari
Classi I-II-III-IV-V

Quando
Diverse date

Dove
Centro Culturale Altinate San Gaetano

Modalità
Conferenza plenaria

Durata
2 ore


Gli interventi

Gli appuntamenti sono proposti in collaborazione con il Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea dell’Università di Padova.

L’obiettivo condiviso è quello di abituare le generazioni più giovani a un vero e proprio “calendario civile” scandito dalle date celebrative dei passaggi cruciali della nostra storia democratica e della nostra tradizione repubblicana.

Un ciclo dell’anno laico utile a soffermarsi sui fondamenti che ci fanno comunità di cittadini, una serie di giornate che guardano alla storia per sollecitare contemporaneamente all’impegno civile.


Giorno della Libertà

7 novembre | Il muro

A cura di Filippo Focardi, Università degli Studi di Padova

Fra il 1961 e il 1989 un muro ha diviso Berlino ovest da Berlino est, separando una città di oltre tre milioni di abitanti, ma anche due mondi opposti, l’Ovest delle libertà civili e del capitalismo di mercato sotto l’egida americana da un lato, l’Est dei Paesi del comunismo reale ad economia pianificata sotto il controllo dell’Unione sovietica dall’altro. Il “muro” è stato il simbolo della guerra fredda, di un sistema di contrapposizione bipolare che ha dominato dalla fine della seconda guerra all’’89.

Ripercorrere le origini del “Muro”, la sua costruzione per volontà della Germania orientale e le principali vicende successive fino al suo imprevisto smantellamento il 9 novembre 1989 significa ripercorrere la storia della Germania e dell’Europa nel secondo Novecento, dal processo di Norimberga, che ha posto sul banco degli imputati il nazismo e i suoi crimini, al vento di libertà che ha spirato con forza negli anni Ottanta al di là della “cortina di ferro” fino a far crollare un intero sistema di potere riunendo le due parti dell’Europa troppo a lungo separate.

Sul tema della storia della Germania nel Novecento, è possibile prenotare anche gli interventi a cura dell’Istituto di Cultura Italo-Tedesco di Padova.


Il terrorismo

12 dicembre | I terrorismi italiani nei lunghi anni Settanta

Lezione in occasione della Giornata in ricordo della strage di Piazza Fontana

A cura di Chiara Zampieri, Università degli Studi di Padova

Dalla fine degli anni Sessanta ai primi anni Ottanta, l’Italia ha vissuto uno dei più sanguinosi fenomeni di terrorismo politico che l’Europa abbia mai conosciuto. Per molti anni, gruppi armati di estrema destra e sinistra, benché con strategie e tempistiche diverse, hanno commesso stragi, omicidi e altri atti di violenza con lo scopo di annientare lo Stato e le istituzioni democratiche.

Le vittime degli attentati – fra cui, cittadini comuni, esponenti delle forze dell’ordine, del mondo politico, economico e del lavoro, magistrati e giornalisti – sono state circa 1200, di cui 351 hanno perso la vita. In occasione del 12 dicembre 2023, anniversario della strage di piazza Fontana, che, commessa nel 1969 da un gruppo neofascista, segnò l’inizio di questa stagione sanguinosa, l’intervento si propone di riflettere su questo fenomeno, ricostruendone la genesi, le caratteristiche peculiari, l’evoluzione e la fine.

13 marzo | Le strategie della tensione

A cura di Paolo Morando, giornalista d’inchiesta

L’incontro ha per oggetto un excursus degli episodi che nell’Italia repubblicana hanno caratterizzato la stagione delle stragi con matrice politica di estrema destra: da Piazza Fontana alla stazione di Bologna, passando per Gioia Tauro, Peteano, Questura di Milano, Piazza della Loggia e treno Italicus, gli episodi sono stati numerosi, con molte caratteristiche in comune (a partire ovviamente dall’ideologia neofascista degli organizzatori e/o esecutori, per non parlare dei depistaggi delle indagini) ma, al tempo stesso, con elementi specifici per ognuno degli attentati, tali da suggerire di rianalizzare l’etichetta unitaria “strategia della tensione” sotto alla quale, da un punto di vista variamente giornalistico, giudiziario e storiografico, vengono da tempo accomunati. Particolare attenzione verrà data alle stragi di piazza della Loggia a Brescia e alla stazione di Bologna, trattandosi di vicende ancora aperte sotto il profilo giudiziario.

10 maggio | La paura dell’attentato e il coraggio della democrazia

Lezione in occasione della Giornata in ricordo delle vittime di terrorismo

A cura di Domenico Guzzo, Istoreco Forlì

L’incontro con gli studenti ha l’obiettivo di spiegare – e porre alla loro attenzione critica – i fatti principali che hanno contraddistinto la stagione del terrorismo nella nostra Repubblica. Il tutto ponendo in particolare luce, anche con l’utilizzo di repertori audiovisivi d’epoca, la drammatica dialettica tra minaccia illiberale della paura e coraggiosa difesa della democrazia; bivio rispetto al quale gli italiani del tempo (genitori e nonni dei ragazzi di oggi) seppero rispondere facendo infine prevalere – non senza tensioni, strascichi e contraddizioni – la libertà popolare e lo Stato di diritto.

Si tenta dunque di commemorare la giornata nazionale dedicata alla memoria e alla tutela delle vittime del terrorismo attraverso uno sforzo attivo di comprensione di quanto la vigente democrazia repubblicana abbia dovuto superare per restare attiva e valida per la collettività.


Giorno del Ricordo

10 febbraio | Identità e confini nell’Alto Adriatico

A cura di Mila Orlic, Università di Rijeka/Fiume

L’intervento passa in rassegna alcune questioni fondamentali delle vicende dell’Istria tra la Seconda guerra mondiale e il dopoguerra, mettendo in discussione le categorie (soprattutto quelle nazionali) che ricorrono nel dibattito pubblico ad esso relativo.

L’obiettivo dell’intervento è recuperare quella complessità di approccio alla storia del “confine orientale” a cui fa riferimento anche la legge dedicata all’istituzione del Giorno del ricordo.

L’intervento è particolarmente consigliato ai partecipanti al Viaggio del Ricordo.


Anniversario della liberazione d’Italia

4 aprile | Dopo l’8 settembre. Scegliere la Resistenza nell’Italia di Salò

A cura di Giulia Albanese, Università degli Studi di Padova

La lezione si concentra soprattutto sul tema della scelta della Resistenza, un tema approfondito in modo particolare dalla letteratura degli ultimi trent’anni e a partire dal fondamentale volume di Claudio Pavone, “Una guerra civile. Saggio sulla moralità della resistenza”.

È un tema che permette di mettere in luce le articolate ragioni e provenienze dei molti giovani, uomini e donne, che scelsero la resistenza e che mette in evidenza come questo movimento fu l’effetto della storia dell’Italia in guerra, ma anche di una storia più lunga del Paese. Questo tema permette di affrontare non solo il tema delle diverse culture politiche che concorsero alla liberazione del Paese, ma anche l’importanza della Resistenza nella trasformazione culturale e politica di un Paese che per vent’anni non aveva conosciuto altra politica che il fascismo.


Il genocidio degli armeni

24 aprile | Perché i genocidi avvengono sempre in un contesto di guerra? Il caso del genocidio armeno nella prima guerra mondiale

A cura di Marcello Flores, professore emerito dell’Università di Siena

Oltre a una breve spiegazione di cosa sia un genocidio, di quando sia nato il concetto e il termine «genocidio» (nel 1944), e di come in tutti i casi che conosciamo il contesto di guerra costituisca in qualche modo una condizione necessaria perché il genocidio possa avere luogo, si cerca di spiegare la logica della persecuzione degli armeni nel primo decennio del Novecento: una persecuzione che ha radici ideologiche (un nazionalismo sempre più radicale e identitario) ma anche demografiche, in una logica di costruzione di un territorio etnicamente omogeneo.

La guerra mondiale accelera e radicalizza le posizioni dei vertici del nazionalismo turco alla guida dell’impero ottomano, che già nel corso delle due guerre balcaniche aveva sperimentato un atteggiamento sempre più ostile verso le minoranze cristiane. L’andamento della guerra costituirà il terreno che renderà possibile le scelte finali che apriranno la strada alla realizzazione del genocidio.


Come partecipare

Le iscrizioni sono chiuse.


Gli interventi sono proposti nell’ambito della convenzione esistente tra il Comune di Padova e il CASREC, che dipende dal contributo scientifico offerto dal Centro nella sua Terza Missione.